IL MIO PAESELLO

Il mio paesello sta a 280 mt sul livello del mare, ma per vederlo, il mare, ti tocca fare 150 km, almeno. Dalla mia finestra si vede l’arco alpino, e il Monviso mi saluta tutti i giorni, ma anche lui sta a 150 km.

In 20 minuti posso essere ad Asti, ma gli astigiani si vogliono affrancare dalla gente dei paeselli.

In 30 minuti posso essere a Torino, ma i torinesi mi dicono che loro hanno “le comodità sotto casa”.

In 40 minuti posso essere ad Alba, ma i cuneesi mi dicono che “solo loro sono la provincia GrandA”.

Non è un paesello, è l’ombelico del mondo!

Siamo in provincia di Asti, a ovest confiniamo con Torino e a sud con Cuneo. A proposito del confine sud..la beffa è arrivata nel 2014 quando la zona del Roero -insieme a parte di Langhe e Monferrato- è stata proclamata PATRIMONIO DELL’UNESCO. Ci potete credere che il Roero inizia dove finisce il paesello mio?!? I DUE CARTELLI, SI BACIANO!!! Dai, è il colmo! I miei parenti di Corneliano d’Alba stanno ridendo ancora oggi! Bah..solo perchè loro hanno scelto il vino e noi le mucche…con cosa lo bevi un bicchiere di Barolo se non con un arrosto di fassona, eeh?!!

A Valfe dicono che siamo circa 2.500 anime, ma non sono sicura se il conteggio comprenda o meno mucche, galline e pitu [tacchini], che credo ce l’abbiano un’anima (?). Siamo sabaudi- qualcuno talmente tanto da sembrare ottuso- ma contaminati, a volte talmente tanto da sembrare…multietnici 😬

Al mio paesello non manca niente: la farmacia, l’ufficio postale, la banca, il mini market (la Cooperativa, per i nostalgici), cartoleria, macelleria, merceria, panetteria, elettricisti, idraulici, muratori e imbianchini a iosa, dentista, pizzeria, agrigelateria, meccanici, estetista, ristorante, b&b, bar tabacchi, sala da ballo, agriturismo, casa di riposo, parrucchiera (3!), il circolo, la bocciofila e le onoranze funebri ..insomma sembrerebbe quasi che ogni singolo abitante abbia un proprio esercizio commerciale attivo! C’erano anche una tintoria, una profumeria e una ferramenta, ma hanno chiuso..forse i titolari si sono trasferiti al paesello vicino.

L’asilo, la scuola, la biblioteca, il palazzo comunale e il monumento ai caduti tengono alta la bandiera delle istituzioni.

Alle nostre anime -comprese quelle dei pitu- pensa il Don (dovrei scrivere un articolo a parte sul nostro Don, se lo merita!) che, combattendo con le giornate che si ostinano a non avere più di 24 ore e qualche nostalgico dell’ancién regime, gestisce -con il sorriso e incrollabile ottimismo- l’oratorio, una casa famiglia e i nostri millemila luoghi di culto tra chiese, chiesine, chiesette, piloni vari e un santuario (si, è grande come la mia cucina, ma è stato riconosciuto l’avvenimento di un miracolo e così ci siamo ritrovati con il santuario!) ..noi, al paesello, abbiamo DUE campanili -tzè- e la chiesa “dei batù” -oggi sconsacrata- è la sede del GLORIOSO banco di beneficenza durante le feste del paese. Non ci siamo fatti mancare niente.

Come tutti i paeselli che si rispettino, anche il mio, non necessita di telecamere di sorveglianza; perfettamente sostituite dagli occhi di parenti, conoscenti, amici e vicini di casa che, oltre al video riproducono il sonoro..a volte inventando anche la sceneggiatura e colorando la trama, ma noi ragazze di campagna abbiamo la pelle dura! L’innegabile vantaggio è che mia figlia non può starnutire senza che dal centro del paese mi avvisino di comprarle la tachipirina eheh..non penserete che io non usi impunemente questo spauracchio tutte le volte che posso?!

Il sabato mattina c’è il mercato. Dove? Dove si fa il mercato in un paesello? IN PIAZZA!

La PIAZZA non è da confondere con PIAZZA MANDORLA. Insomma, in “centro”, a Valfe, esistono due punti di ritrovo/riferimento: CHI DEVE CAPIRE, SA e non chiedetemi come si chiamano DAVVERO le due piazze perché ci dovrei pensare troppo e farei una figuraccia..

Dalla “piazza mandorla” parte lo scuolabus che porta Lucrezia in Purgatorio (cit.), perché al paesello non ci sono le scuole medie -secondo me non avrebbero saputo DOVE metterle!- e così tutte le mattine il VIGILE URBANO (Luigi) porta le scimmie urlanti su e giù per le colline del ROEROPATRIMONIODELL’UNESCO fino a scuola. Lui pensava di aver vinto un concorso che gli avrebbe garantito la posizione di civic [vigile] del paesello=zero sbattimenti..e invece..santo subito.

E poi c’è la festa del paesello a febbraio, a giugno, ad agosto, a ottobre..un paesello festaiolo..

Nonostante le dominazioni spagnole e francesi susseguitesi nei secoli, il mio sangue è sabaudo, il mio cervello è torinese, le mie radici salgono da una “riva” [terreno in forte pendenza ai margini di una strada…ah! il dono della sintesi], generosa di albicocche, nel Roeropatrimoniodell’Unesco, sono anche un po’ bresciana d’adozione, un po’ zingara per indole…ma QUESTO è il mio paesello. Nonostante tutto.

Insomma, il mio paesello non è nè alto nè basso, nè piccolo nè grande, nè pieno nè vuoto, nè buono nè cattivo, nè brutto nè bello…il mio paesello È UN TIPO!

Un tipo che se lo conosci non lo eviti, lo “gestisci”

Un tipo che quando lo conosci lo frequenti, a piccole dosi

Un tipo che quando lo frequenti lo sopporti, ma pensi a scappare

Un tipo che quando sei lontano da troppo tempo, ti manca

e quando torni sei a casa

e non c’è niente come casa.

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