DECLUTTERING

Giornate più lunghe, Lulù che mi chiede di giocare un po’ in cortile prima di cena con la nostra barboncina Baghera , la mia allergia che inizia a farsi sentire, i maglioncini leggeri, insomma… la primavera!

E con lei, le “pulizie di primavera”. OMMMMIODDDIO

OMG

Confrontandomi con le amiche ho constatato che proprio tutte, quelle cresciute in famiglie più tradizionali, quelle più anticonformiste, quelle un po’ più giovani e quelle meno…siamo state “infettate” da mamme e nonne! DEVI FARE PULIZIE A PRIMAVERA! Saranno stati gli anni ’50, sarà colpa di Alfredo…fatto sta che “sentiamo di doverlo fare”

Così, volenti o nolenti, in questo periodo dell’anno sentiamo il bisogno fisico di ribaltare la casa e andare a pulire anche dove (AMMETTIAMOLO) nel resto dell’anno EVITIAMO DI GUARDARE!

Anche perchè, sul serio, o cucio o lavo tutte le settimane lo spigolo superiore destro del terzo scaffale in garage! O leggo, o tolgo tutti i giorni quel filino di polvere che si insinua tra il muro e il battiscopa! Bisogna pur stabilire delle priorità!

La mia casa è molto grande e la mia vita “pienotta”, quindi le mie pulizie di primavera sono letteralmente “di stagione”, nel senso che suddividendole un po’ alla settimana mi ritrovo quasi sempre per metterci tutta la stagione e finisco a ridosso dell’estate quando il primo punto pulito sarebbe già da rifare …sgrunt!

Durante questi giorni di pausa per le feste pasquali ho iniziato ad affrontare la triste quanto inconfutabile realtà del mio disordine ossessivo compulsivo.

Il mio punto di partenza è da sempre la LAVANDERIA, dove noi abbiamo il brutto vizio di depositare qualunque cosa stile discarica del “adesso lo metto qui poi lo porto a posto”.

Mentre traslocavo fuori tutto per pulire e poi tutto dentro una volta pulito, mi sono accorta che senza quest’operazione la vera e propria “operazione pulito profondo” non mi avrebbe portato via più di un’oretta.

Mi sono così resa conto che prima delle pulizie ci sarebbe bisogno di una sessione di DECLUTTERING, seguita naturalmente da un proposito di buone abitudini da parte degli inquilini! (seeeee…come no…)

Tema di interesse sia femminile che maschile (ahah figurati!) – ognuna di noi ha ben presente le condizioni di garage, uffici e laboratori di alcuni maschietti (e del cassetto dei calzini nooo?) – è di gran moda negli ultimi anni, importato dagli States, ma recepito bene dalla Gran Bretagna, dove le abitazioni e i ritmi familiari sono molto più simili ai nostri rispetto a quelli americani.

Potrebbe anche essere divertente da fare insieme alla mia bimba!

Tutti noi sappiamo di che si tratta… oppure no? Spesso la pratica del decluttering viene confusa con il banale atto di mettere in ordine e/o buttare via.

NOOOOOOOO

Si tratta invece di qualcosa che va oltre il semplice dare il posto giusto ad ogni cosa, che presupporrebbe che ogni cosa abbia ragione di essere nelle nostre case. Impensabile, siamo figli del Mediterraneo, non ci deve per forza essere una buona ragione per accumulare sabbia sulla nostra spiaggia!

Declutterare significa passare al setaccio quello che possediamo e chiederci perché lo possediamo e se ci serve veramente, e in caso negativo, sbarazzarcene (sentite che bel suono!), che non sempre significa buttare, ma anche regalare, vendere o trasformare in qualcos’altro.

Potrebbe sembrare qualcosa di necessario soltanto in situazioni estreme, ma non è affatto così. Ero scettica all’inizio e gongolavo “non sono mica un’accumulatrice” …poi ho letto per caso il blog di una ragazza irlandese che ne parlava e ho provato a pensare bene al contenuto dell’anta in basso a destra del mobile in cucina e rispondere a qualche semplice domanda:

– perché quell’oggetto è lì?

– da quanto tempo non lo utilizzo?

– aggiunge qualcosa alla mia vita di tutti i giorni?

– mi vengono in mente almeno tre occasioni in cui potrebbe essermi utile?

E’ così che mi sono accorta che la cinquantina di riviste che leggevo quando abitavo da sola – oramai più di 18 anni fa! – non avrebbe superato questo test e che eliminandole avrei ricavato un intero piano del mobile dove poter, ad esempio, riporre meglio i bicchieri ammassati in quello sopra.

In realtà penso che il problema, la cui soluzione è riposta nell’atto di fare decluttering, sia sempre esistito, basti pensare ai grandi mobili di legno nelle case dei nostri nonni, pieni di cianfrusaglie e alla classica frase della nonna “non si butta via niente, non si sa mai, può sempre servire!”.

La casa dove io e mia figlia abitiamo è la casa dove sono cresciuta con i miei genitori e che ha costruito il mio bisnonno…potete immaginare gli anni di accumulo “perché può sempre servire”??! Chissà se un giorno mi deciderò ad organizzare un piano di declutteraggio TOTALE dicendo finalmente addio a questi microtraslochi per ricavarne lo spazio fisico per il passaggio del mocio?!

Oltre all’ovvio beneficio in termini pratici, i vantaggi del decluttering sono anche psichici..il tuo subconscio LO SA che si scrive “butto via questo brutto vaso che non mi serve e non mi è mai piaciuto” ma si legge “aaaaaaah disgraziato, finalmente sei in mio potere…tiè..spazzatura!”…a buon intenditor… 😉

 Diventeremo BRAVISSIME e guadagneremo UN SACCO DI SPAZIO!!

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